| Perchè
una consulenza filosofica
Il nostro sistema culturale tende a collocare
la filosofia in una dimensione piuttosto lontana da quella in cui
si svolge la nostra vita quotidiana. I problemi e le riflessioni
dei cosidetti 'filosofi' appaiono complessi, talvolta astrusi, interesse
esclusivo di pochi specialisti, solitamente reclusi dentro qualche
dipartimento universitario.
Si tratta di un'impostazione decisamente sbagliata.
La grande maggioranza delle questioni di cui si occupa la filosofia
non sono altro che lo sviluppo di interrogativi alla base dell'esperienza
mentale di qualsiasi essere umano. Dietro alle più alte tematiche
della storia del pensiero ci sono esattamente gli stessi dubbi,
le medesime paure, gli stessi bisogni presenti in ogni uomo.
Le differenze tra la riflessione del più grande pensatore
della storia e quella di un uomo della strada sono fondamentalmente
di natura quantitativa e linguistica: il primo dedica alle proprie
domande più tempo, e le sue risposte sono linguisticamente
elaborate; ma anche il secondo possiede dei punti di vista intorno
a tematiche quali la vita e la morte, la libertà e il destino,
gli altri, la natura, il comportamento giusto e quello sbagliato,
lo Stato ideale, il significato della propria esistenza, il bello
e il brutto.
Alcune di queste idee derivano dagli ambienti sociali in cui si
è stati formati, altre sono state acquisite attraverso l'esperienza
e la riflessione personale. In qualsiasi modo, per il fatto di essere
punti di vista intorno alle questioni della filosofia, si tratta
a pieno titolo di concezioni filosofiche. Naturalmente, rientrano
in tale categoria anche tutte le posizioni di agnosticismo, di mancata
soluzione o di accantonamento del problema. Non necessariamente,
per essere filosofico, un punto di vista deve affermare qualcosa:
una risposta filosofica alla questione se esista o non esista il
destino, per esempio, può essere benissimo una non-risposta,
una sospensione del giudizio.
Ogni uomo, in quanto uomo, è un filosofo. Non si può
non fare filosofia.
Tutto questo però, naturalmente, non significa
che tutte le risposte alle suddette domande abbiano lo stesso peso.
Le differenze di natura quantitativa e linguistica non sono differenze
da poco. Sullo stesso problema del senso della vita, ad esempio,
possiamo avere teorie raffinatissime, frutto di un lavoro analitico
lungo e sofferto, oppure conclusioni superficiali, cui si è
giunti meccanicamente o per caso. Talvolta una buona parte della
'costituzione filosofica' (l'insieme delle teorie e dei punti vista
intorno alle questioni filosofiche più importanti) di un
uomo può giacere sotto il livello della sua coscienza: le
domande e le risposte ci sono, ma non sono mai state coscientemente
prese in esame e riflettute.
Ora, per quanto ingenue, inautentiche o inconsce,
le nostre teorie fondamentali hanno un'influenza determinante sulla
nostra esperienza di vita, sulla nostra dimensione relazionale,
sui nostri stati d'animo quotidiani. Le dimensioni emozionale e
corporea sono profondamente condizionate dalla nostra 'dimensione
filosofica'. Gran parte dei nostri comportamenti, interessi, attività,
sono basati sul modo in cui ci posizioniamo rispetto alle più
importanti questioni della filosofia.
Una buona qualità della nostra vita sembra dunque strettamente
connessa ad una buona qualità delle nostre idee più
profonde sull'uomo e sulla realtà.
Spesso infatti alcuni dei nostri punti di vista filosofici, che
forse riteniamo indiscutibili, producono delle conseguenze negative
sulla nostra esistenza. La nostra incapacità o il nostro
rifiuto di rispondere ad alcune domande, la mancata soluzione di
qualche dubbio radicale, possono determinare incertezza e angoscia.
E d'altra parte un arricchimento, una critica o un rafforzamento
di qualcuna delle nostre idee fondamentali hanno un riflesso positivo
sulla nostra quotidianeità.
Una sistemazione e un miglioramento della nostra
filosofia personale possono avvenire attraverso un dialogo e un
confronto delle nostre tesi personali con le riflessioni dei grandi
pensatori occidentali e orientali. Sapere che cosa esattamente dicono
Socrate o il Buddha su questioni alle quali noi rispondiamo in un
certo modo, discutere con Nietzsche, ascoltare cosa direbbe Sant'Agostino
sulla nostra domanda più urgente, potrebbe mostrarci nuove
prospettive per analizzare il nostro quotidiano, sbloccare delle
situazioni relazionali statiche, offrire nuovi stimoli ed idee nei
campi professionale o artistico.
Il problema è però quello illustrato
prima: la cultura in cui viviamo allontana la 'filosofia' da noi,
ce la presenta con un linguaggio complesso, ci conduce a credere
che essa non abbia molto a che fare con le nostre problematiche
di tutti i giorni. Spesso neanche sappiamo quanto potrebbe esserci
utile un ragionamento di Platone o di Heidegger e, se lo intuiamo,
ci lasciamo scoraggiare dalle difficoltà che siamo portati
ad attribuire ai discorsi di tali personaggi.
Alla base delle proposte della nostra attività
di consulenza filosofica ci sono tre convinzioni:
- Che una riflessione sistematica sulle proprie teorie e posizioni
fondamentali, la loro discussione e il loro confronto con altre
esperienze e tradizioni di pensiero, possano essere di profondo
giovamento per l'esistenza di un uomo.
- Che una tale riflessione e un tale confronto siano possibili:
è possibile togliere alla filosofia l'aura di esoterismo
con cui è attualmente presente nell'immaginario di molti.
Si può 'ricondurre la filosofia sulla terra', collegarla
alle domande quotidiane più ricorrenti, alle problematiche
più elementari.
- Che tale operazione, utile a livello individuale, sia necessaria
ed urgente a livello globale. La riflessione e il dibattito sulle
tematiche più importanti della storia del pensiero, una maggiore
diffusione del punto di vista dei grandi saggi del passato, una
più forte presenza della filosofia all'interno dei nostri
sistemi culturali, possono costituire un contributo importante per
la soluzione dei drammatici problemi e degli interrogativi del mondo
attuale.
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